Una casa vacanze che vuole ospiti tedeschi e olandesi, un artigiano che lavora appena oltre confine, un negozio online che spedisce anche in Francia e Germania, o un’azienda che fa affari all’estero: per sempre più imprenditori una sola lingua sul sito non basta. Ma aggiungere una seconda o terza lingua è molto più di un pulsante “traduci”. In questo articolo scopri quando un sito multilingue conviene, quanto costa e come farlo in modo che ogni lingua venga davvero trovata su Google.

Quando conviene una seconda lingua?

Tre segnali che è arrivato il momento:

  • Hai già clienti da un’altra area linguistica. Guarda in Google Analytics o Search Console il paese e la lingua dei tuoi visitatori. Se il 10% o più arriva dalla Germania o dalla Francia, con una sola lingua stai perdendo fatturato.
  • I tuoi concorrenti lo fanno. Cerca il tuo servizio in tedesco o in inglese. Compaiono aziende della tua zona in quella lingua? Allora il tuo sito monolingue perde contro di loro.
  • Il tuo prodotto viaggia. Affitti turistici, turismo, export, servizi internazionali: il cliente cerca nella propria lingua, ovunque tu sia.

Hai dei dubbi? Inizia con una sola lingua in più, quella con le maggiori opportunità, e dopo qualche mese guarda in Search Console cosa ti porta.

Passo 1: scegli le lingue in base ai clienti, non all’istinto

L’inglese come “lingua internazionale” sembra logico, ma un ospite tedesco che cerca una casa vacanze cerca in tedesco. Scegli la lingua dei tuoi clienti reali. Ogni lingua in più significa più manutenzione: ogni nuova pagina, ogni articolo del blog e ogni cambio di prezzo va riportato. Due lingue tenute bene aggiornate valgono più di cinque che invecchiano.

Passo 2: traduci, ma non alla lettera

Una buona traduzione è più delle stesse frasi in un’altra lingua. Un cliente tedesco si aspetta il Lei formale (Sie), un visitatore olandese usa un tono diretto, e chi legge in inglese vuole sapere se i prezzi includono l’IVA e in quale valuta. Fai controllare le pagine più importanti (home, servizi, contatti, preventivo) da un madrelingua. Uno slogan tradotto alla lettera è il modo più rapido per sembrare poco professionali.

La traduzione automatica (DeepL, Google Translate, AI) va bene come base, soprattutto per testi lunghi come gli articoli del blog. Ma non pubblicarla mai senza rileggerla. Google indica esplicitamente grandi quantità di testo tradotto automaticamente senza controllo umano come qualcosa che può danneggiare il posizionamento, e i lettori se ne accorgono in due frasi.

Passo 3: scegli la struttura giusta per gli indirizzi

Ci sono tre modi per mettere le lingue nell’indirizzo web, ognuno con pro e contro:

Struttura Esempio Per chi
Sottocartella tuaazienda.it/de/ La maggior parte delle aziende. Un solo sito, un solo dominio, tutta la visibilità in un unico posto. È quello che usiamo anche noi.
Sottodominio de.tuaazienda.it Tecnicamente un sito separato; Google lo tratta in parte come un nuovo dominio. Raramente la scelta migliore.
Dominio nazionale tuaazienda.de Se hai una vera sede o un marketing proprio in quel paese. Il segnale locale più forte, ma due siti da mantenere.

Evita sempre una cosa: un pulsante di traduzione che cambia il testo sulla stessa pagina senza cambiare l’indirizzo. Google vede allora una sola lingua e le altre restano introvabili.

Passo 4: traduci anche quello che i visitatori non vedono

Ogni versione linguistica ha bisogno di titolo, meta descrizione, indirizzo (slug) e testi alternativi delle immagini propri. Una pagina tedesca con un titolo italiano su Google è un clic perso. Traduci anche i menu, i pulsanti, i messaggi di errore, il modulo di contatto e l’e-mail di conferma automatica. Sono proprio questi dettagli a decidere se un visitatore straniero si fida di te.

Passo 5: di’ a Google quale lingua appartiene a quale paese (hreflang)

Con un piccolo pezzo di codice in ogni pagina, il riferimento hreflang, dici a Google: “questa è la versione tedesca di quella pagina italiana”. Così Google mostra a chi cerca in tedesco la tua pagina tedesca e non quella italiana. Senza hreflang, Google a volte considera le traduzioni contenuti duplicati, o mostra la lingua sbagliata. I buoni plugin multilingue lo impostano da soli; controlla comunque con un hreflang checker gratuito.

Passo 6: scegli strumenti che puoi mantenere

Per WordPress ci sono due plugin molto usati: Polylang (versione base gratuita, ogni traduzione è una pagina a sé) e WPML (a pagamento, con aiuto alla traduzione integrato). Entrambi gestiscono bene hreflang, selettore di lingua e menu tradotti. I servizi automatici “traduci tutto” che convertono il testo al volo sono allettanti, ma ti danno poco controllo sulla qualità e spesso si fanno trovare male. Il nostro sito è in cinque lingue con Polylang, e ogni testo è stato riletto.

Passo 7: lascia la scelta della lingua al visitatore

Metti un selettore di lingua ben visibile in cima a ogni pagina, con il nome della lingua in quella lingua (Deutsch, English), non solo una bandierina: una bandiera rappresenta un paese, non una lingua. Non reindirizzare i visitatori automaticamente in base alla posizione. Un italiano in vacanza in Germania vuole semplicemente la pagina italiana, e il crawler di Google, che arriva dagli Stati Uniti, altrimenti vedrebbe solo la tua versione inglese.

Quanto costa un sito multilingue?

Conta grosso modo tre voci: la tecnica (plugin, configurazione, selettore di lingua, hreflang), la traduzione vera e propria (a parola o a pagina; con una traduzione automatica come base più revisione umana spendi molto meno che con una traduzione completamente manuale) e la manutenzione: ogni modifica in una lingua va riportata nelle altre. Quest’ultima voce è quella che si dimentica più spesso ed è il motivo per cui molti siti multilingue dopo un anno hanno traduzioni superate. Stabilisci quindi in anticipo chi se ne occupa.

Gli errori più comuni

  • Tradurre solo la home page; il resto resta in una lingua sola.
  • Traduzioni letterali di slogan e termini tecnici.
  • Un pulsante di traduzione senza indirizzo proprio per ogni lingua.
  • Nessun hreflang, così Google mostra la lingua sbagliata.
  • Un modulo di contatto che invia conferme nella lingua sbagliata.
  • Traduzioni mai più aggiornate dopo la pubblicazione.

Scopri di più su come farti trovare su Google e nei motori di ricerca AI in Trovabile su Google e AI; come vedere da quali paesi e lingue arrivano già i tuoi visitatori lo spieghiamo in Google Search Console per principianti.

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